Aree di crisi industriale: contributi in arrivo

22 Febbraio 2017

Il 16 febbraio 2017 il Ministero dello sviluppo economico ha approvato lo stanziamento delle risorse destinate all’attuazione di interventi di riconversione e riqualificazione produttiva delle aree di crisi industriale ( Legge n. 181-1989).

I fondi attualmente disponibili sono così suddivisi:

  • 768.097,18 euro a valere sul Fondo Crescita Sostenibile (FCS) sono destinati agli incentivi per gli investimenti e lo sviluppo d’impresa;
  • 60 milioni di euro sono destinati agli interventi inseriti in accordi di programma relativi ad aree di crisi industriale complessa, di cui 20 milioni a valere sulle risorse del FCS e 40 milioni a valere sulle risorse del Fondo unico legge n. 181/1989;
  • 124 milioni di euro, anch’essi a valere sul FSC, sono riservati ai programmi di investimento nelle aree di crisi industriale non complessa tramite procedura valutativa con procedimento a sportello;
  • 80 milioni di euro, a valere sul Programma Operativo Nazionale PON Imprese e Competitività 2014-2020, sono destinati agli interventi nelle aree di crisi localizzate nelle Regioni in ritardo di sviluppo (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) disciplinati da accordi di programma. Di questi, una quota di 45 milioni viene “accantonata in favore degli accordi di programma relativi ad aree di crisi industriale complessa sottoscritti entro il 31 dicembre 2017, mentre una riserva di 30 milioni di euro è destinata all’area di Taranto.

In particolare la legge 181/89 finanzia programmi di investimento produttivo o programmi per la tutela ambientale in aree di crisi industriale non complessa tra le quali sono compresi molti comuni di Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna e Friuli Venezia Giulia. L’elenco completo dei comuni interessati è contenuto nel decreto pubblicato dal Ministero dello Sviluppo Economico (consultabile in allegato).

Il contributo finanziario concesso può arrivare fino ad un massimo del 75% della spesa ammissibile e si articolerà nella forma di un contributo in conto impianti e di un finanziamento agevolato entro i limiti previsti dal bando.

L’intervento è aperto alle PMI e alle grandi imprese costituite in forma di società di capitali, incluse le società cooperative e le società consortili.

La procedura valutativa è a sportello e il termine per la presentazione delle domande è in fase di determinazione.

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