Bonus R&S: niente agevolazione senza novità e rischio finanziario

27 giugno 2018

L’ Agenzia delle Entrate ha pubblicato una nuova risoluzione per chiarire alcuni dubbi su quali caratteristiche debbano avere le attività di Ricerca & Sviluppo per essere agevolabili.

Il bonus Ricerca & Sviluppo è un credito d’imposta concesso in misura pari al 50% alla media incrementale dei costi per il “personale impiegato nell’attività di ricerca e sviluppo”, alle quote di ammortamento dei costi di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio, alle spese per i contratti di ricerca extra-muros, stipulati con Università, enti di ricerca ed altre imprese, comprese le start-up innovative, nonché ai costi di acquisizione di competenze tecniche e privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, anche acquisite da fonti esterne.

La risoluzione arriva in risposta al quesito posto da una società che si occupa dell’organizzazione di eventi, manifestazioni fieristiche e attività congressuali, che ha avviato un programma di riorganizzazione dei processi industriali in una logica di “smart factory”.

Il programma è finalizzato ad integrare la catena logistica di produzione della fiera, includendo tutti i processi relativi a visitatori, espositori e fornitori in una prospettiva di aumenti di efficacia ed efficienza, e ad avvicinare i servizi alle persone, creando servizi innovativi attraverso il cosiddetto “Internet of Things”. Per realizzare tali obiettivi la società prevede un programma di ricerca e sviluppo che si concretizza nella progettazione, programmazione e realizzazione di softwareservizi web, app e impianti tecnologici, di cui chiede di conoscere l’ammissibilità al bonus R&S.

La risposta dell’Agenzia, che riporta il parere del Ministero dello Sviluppo economico, esclude gli investimenti prospettati nell’interpello dal campo di applicazione del credito di imposta ricerca e sviluppo.

Nella risoluzione si legge, infatti, che le tecnologie oggetto dell’intervento, sono “già disponibili e ampiamente diffuse in tutti i settori economici (incluso quello dei servizi) per accompagnare e realizzare la trasformazione tecnologica e la digitalizzazione dei processi produttivi secondo il paradigma Industria 4.0“.

In sintesi le attività programmate dalla società sono da considerarsi attività ordinarie comprese in un programma di investimenti in capitale fisso, quindi in beni strumentali, materiali e immateriali, direttamente impiegati nella realizzazione delle attività caratteristiche dell’impresa.

Mancano quindi, per l’accesso al bonus, conclude la risoluzione, il requisito della novità e quello del rischio finanziario, nonché di insuccesso tecnico, indispensabili perché gli investimenti possano qualificarsi come Ricerca & Sviluppo.

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