Credito d’imposta: agevolabili test e prove di laboratorio

11 Gennaio 2017

L’agenzia delle entrate ha confermato, attraverso la risoluzione n. 119/E, la possibilità di inserire i test e le prove di laboratorio tra le spese eleggibili per ottenere le agevolazioni legate al credito d’imposta alla ricerca.

Il documento chiarisce, in particolare, quale sia la corretta qualificazione della dicitura “test e prove di laboratorio” e le spese connesse per le quali è possibile ottenere l’agevolazione.

I test di laboratorio, infatti,  secondo il Ministero dello Sviluppo Economico, sono da considerarsi   come “una parte inscindibile del percorso di ricerca industriale” e, pertanto, devono rientrare tra le attività ammissibili.

Il credito d’imposta alla ricerca può essere richiesto da tutte le imprese che effettuino investimenti in attività di ricerca e sviluppo. Si ricorda che l’agevolazione è fruibile nella misura del 25% delle spese effettuate in eccedenza rispetto alla media degli stessi investimenti dei 3 periodi d’imposta precedenti al 31 dicembre 2015. Tale misura è stata elevata al 50% per quanto riguarda le spese relative all’assunzione di personale altamente qualificato e per attività di ricerca extra muros quali, ad esempio, le collaborazioni con Università, strutture di ricerca e startup innovative.

Secondo l’orientamento del Ministero, i test e le prove di laboratorio commissionate a terzi sarebbero assimilabili ad attività di ricerca extra muros e, per questo motivo, sono state inserite tra le spese ammissibili per accedere al credito d’imposta nella misura del 50% dei costi rendicontabili.

Si sottolinea, infine, che a partire dal 2017 tutte le spese saranno agevolabili nella misura del 50% senza distinzioni sulla tipologia dei costi.

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