Credito d’imposta alla ricerca 2017: previsti incentivi record

25 Ottobre 2016

Maggiori benefici in arrivo per le aziende che decideranno di investire in ricerca e sviluppo nel 2017. Nel Piano Industria 4.0, infatti, sono state indicate alcune modifiche al credito d’imposta per la ricerca e sviluppo che verranno inserite nella Legge di stabilità 2017. Le novità annunciate riguardano la misura dell’agevolazione e il suo limite massimo.

L’aliquota non sarà più differenziata in relazione alla tipologia di spesa ma diventerà unica e pari al 50 %. Finora, al contrario, la normativa vigente prevedeva percentuali distinte per il calcolo del beneficio:

  • 50% della spesa incrementale relativa al personale qualificato e alla ricerca extra muros;
  • 25% degli investimenti incrementali in strumenti, attrezzature e competenze tecniche.

Per quanto riguarda il tetto massimo di agevolazione, inoltre, quest’ultimo verrà quadruplicato: passando dagli attuali 5 milioni a 20 milioni per singolo beneficiario.

Rimane invece confermato l’approccio incrementale, secondo il quale l’agevolazione deve essere calcolata solamente in base all’incremento della spesa in ricerca e sviluppo rispetto alla media degli stessi investimenti registrati nei tre periodi d’imposta precedenti al 31 dicembre 2015. Per le startup ovvero per i soggetti che non possiedono un triennio di riferimento in quanto attivi da meno di tre periodi d’imposta, il criterio con cui viene calcolata la spesa incrementale si basa sul minor periodo a decorrere dalla costituzione, come specificato dall’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 5/E/2016. Le imprese costituite a beneficio in corso, invece, calcolano il credito sul valore complessivo degli investimenti effettuati in ciascun anno.

Resta invariato anche l’ammontare minimo degli investimenti necessari per accedere all’agevolazione. Secondo la disciplina vigente, la spesa complessiva in attività di ricerca e sviluppo, effettuata in ciascun periodo d’imposta in relazione al quale si intende richiedere il credito d’imposta, deve ammontare ad almeno 30.000 euro.

L’incentivo alla spesa in ricerca e sviluppo è rivolto a tutte e tipologie di impresa, agli enti non commerciali, a consorzi e reti d’impresa. Gli investimenti agevolabili riguardano: personale altamente qualificato, quote di ammortamento acquisizione o utilizzazione strumenti e attrezzature, contratti di ricerca con università, enti di ricerca, imprese, startup innovative e competenze tecniche.

Sintetizzando, le modifiche apportate al credito d’imposta per la ricerca e sviluppo porteranno vantaggi per l’impresa non solo di tipo economico ma anche in termini di semplificazione, in quanto, uniformando l’aliquota, viene facilitato il calcolo del beneficio.