Aggiornamenti sul Credito d’imposta

AdobeStock 110411577 1020x600 - Aggiornamenti sul Credito d'imposta 7 novembre 2018

Il credito d’imposta non ancora confermato dalla Legge di Bilancio ha subito delle variazioni.

Trattandosi appunto di un disegno di legge, le informazioni a riguardo potranno essere modificate anche  in sede di approvazione della Legge.

L’articolo 13 del disegno di Legge di Bilancio 2019 interviene modificando la disciplina del credito d’imposta per attività di R&S su più fronti, ad esempio:

  • modifica l’entità del credito d’imposta R&S fruibile in relazione alla tipologia di investimenti ammissibili sostenuti;
  • amplia l’ambito applicativo oggettivo della disciplina agevolativa in termini di investimenti ammissibili;
  • modifica gli obblighi formali e documentali;
Il legislatore è intervenuto non solo modificando la misura del credito, ma anche suddividendo ulteriormente le categorie di investimenti ammissibili.

Le categorie di investimenti ammissibili post modifica all’articolo 3, comma 6, D.L. 145/2013 sono dunque le seguenti:

1) spese del personale dipendente titolare di un rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato, impiegato direttamente in attività di R&S;

1-bis) spese del personale titolare di rapporto di lavoro autonomo o comunque diverso dal subordinato, impiegato direttamente in attività di R&S;

2) quote d’ammortamento di strumenti e attrezzature di laboratorio;

3) spese per contratti di ricerca extra muros stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati, start up innovative e PMI innovative (purché non si tratti di imprese del medesimo gruppo), per il diretto svolgimento di attività di R&S ammissibili;

3-bis) spese per contratti di ricerca extra muros con altre imprese per il diretto svolgimento di attività di R&S ammissibili e purché non si tratti di imprese del medesimo gruppo;

4) competenze tecniche e privative industriali.

Con l’aggiunta del nuovo comma 6-bis all’articolo 3 è previsto che il credito sia in misura pari al 50% per la sola eccedenza rispetto alla media del triennio 2012/2014 proporzionalmente riferibile agli investimenti relativi alle spese del personale dipendente e ai contratti di ricerca extra muros con università, enti di ricerca, organismi equiparati, start up innovative e PMI innovative. Sulla parte residua di spesa incrementale spetta un credito d’imposta quantificato nella misura del 25%.

Tra le tante modifiche si prevede il dimezzamento dell’importo massimo annuale di credito d’imposta fruibile da ciascun beneficiario, con riduzione dagli attuali 20 milioni di euro a 10 milioni di euro.

Per quanto interessa l’ambito applicativo oggettivo della disciplina del credito R&S, il disegno di Legge introduce una nuova condizione di investimenti ammissibili:

e) materiali, forniture, altri prodotti analoghi direttamente impiegati nelle attività di R&S.

Tali beni possono essere impiegati anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota relativi alle attività ammissibili ai sensi dell’articolo 3, comma 3, lett. b) e c), ovvero “ricerca industriale o applicata” e “sviluppo sperimentale”.

In riferimento alle modifiche in merito ad obblighi documentali e formali, si segnala l’introduzione della “relazione tecnica”, un documento che dovrà evidenziare i seguenti aspetti dei progetti o sotto progetti di R&S in corso di realizzazione nel periodo d’imposta:

  • finalità
  • contenuti
  • risultati

Questa “relazione tecnica” sarà un documento composto e sottoscritto da un soggetto diverso a seconda che l’attività di R&S sia organizzata e svolta internamente o esternamente all’impresa beneficiaria:

  • se la R&S è interna la “relazione tecnica” deve essere predisposta e sottoscritta dal responsabile R&S o dai responsabili di ciascun progetto o sotto progetto e controfirmata dal legale rappresentante;
  • se la R&S è esterna la “relazione tecnica” deve essere redatta e sottoscritta dal soggetto terzo commissionario che esegue la R&S.

Restano comunque validi gli obblighi formali e documentali che rappresentano la “relazione tecnica” un adempimento ulteriore ad essi complementare.

Secondo il testo del disegno di Legge, il nuovo obbligo documentale troverebbe applicazione ai crediti d’imposta R&S relativi ai periodi in corso al 31 dicembre 2018. Viene poi normativamente previsto che l’utilizzo in riequilibrio del credito R&S è subordinato ad attuare degli obblighi di certificazione contabile dei costi, già a decorrere dall’attuale periodo d’imposta.

Per quanto riguarda l’inserimento nella fonte normativa primaria di aspetti della disciplina finora affidati al decreto attuativo interministeriale o alle circolari dell’Agenzia delle entrate si segnala la definizione nel testo del disegno di Legge della nozione di controllo rilevante ai fini dell’aggregazione di gruppo, da applicarsi per la qualificazione delle spese di ricerca come: intra muros o extra muros.

 

In materia di obblighi di certificazione contabile viene interamente riscritto nel disegno di legge il comma 11 dell’articolo 3 D.L. 145/2013.

La certificazione contabile rilasciata per revisione legale dei conti oppure per le imprese non obbligate per legge devono essere effettuate da un soggetto incaricato, da un revisore legale o da una società di revisione legale dei conti il quale deve attestare:

  • l’effettivo sostenimento delle spese;
  • la corrispondenza delle spese alla documentazione contabile predisposta dall’impresa.

Non c’è traccia nel disegno di legge dell’esonero per le imprese con bilancio certificato.

Infine viene chiarita la previsione normativa dell’articolo 3, comma 1-bis, D.L. 145/2013  in cui si ammette al credito d’imposta le spese sostenute dalle imprese delegate residenti in Italia in virtù di contratti di ricerca e sviluppo per conto di imprese residenti o localizzate in UE o negli Stati aderenti allo SEE (Spazio Economico Europeo) o in Stati di cui  rilevano esclusivamente gli investimenti ammissibili per attività svolte direttamente in laboratori e strutture localizzati nel territorio dello Stato italiano.