Il Piano Industria 4.0: linee guida e incentivi cumulabili

8 Febbraio 2017

Entra ora nella fase decisiva il Piano Industria 4.0.

Partito ufficialmente a gennaio 2017, Industria 4.0 ha subito un rallentamento dovuto ad alcune incertezze interpretative sulla normativa di riferimento. In questi giorni il Ministero ha fornito i chiarimenti attesi e l’aspettativa è che il Piano riesca effettivamente a far cambiare passo all’economia italiana.

Industria 4.0, infatti, vuole essere il punto di partenza verso un futuro in cui, grazie alle tecnologie digitali, le imprese industriali e manifatturiere aumenteranno la propria competitività ed efficienza attraverso l‘interconnessione e la cooperazione delle proprie risorse (macchinari, capitale umano, big data), sia interne alla fabbrica sia distribuite lungo tutta la value chain.

Le linee guida del Piano, messo a punto dal Governo, prevedono:

  • l’incentivazione degli investimenti privati su tecnologie e beni 4.0;
  • l’aumento della spesa privata in Ricerca, Sviluppo e Innovazione;
  • il rafforzamento la finanza a supporto di 4.0, VC e startup;
  • la diffusione della cultura 4.0 attraverso Scuola Digitale e Alternanza Scuola Lavoro;
  • lo sviluppo le competenze 4.0 attraverso percorsi Universitari e Istituti Tecnici Superiori dedicati;
  • il finanziamento della ricerca 4.0 potenziando i Cluster e i dottorati;
  • la creazione di Competence Center e Digital Innovation Hub.

L’obiettivo principale è il rilancio degli investimenti nel settore privato, con un focus particolare sugli investimenti tecnologici, al fine di raggiungere i seguenti obiettivi:

  • 10 miliardi di incremento in investimenti privati nel 2017;
  • 11,3 miliardi di incremento in spesa privata in R&S&I concentrati su tecnologie 4.0 nel periodo 2017-2020;
  • 2,6 miliardi di incremento del volume investimenti privati early stage mobilitati nel periodo 2017 – 2020.

Gli strumenti messi a disposizione delle imprese per raggiungere questi obiettivi sono molteplici e, nello specifico, Industria 4.0 prevede:

  • iperammortamento al 250% e superammortamento al 140% ;
  • bonus R&S;
  • nuova sabatini;
  • incentivi alle startup e alle PMI innovative.

Queste agevolazioni hanno portata generale e sono pertanto escluse dalla disciplina degli aiuti di stato de minimis. Per questa ragione i relativi benefici sono potenzialmente cumulabili tra loro e con altre misure agevolative; salvo il caso in cui lo strumento preveda una normativa specifica differente.

In particolare, la Risoluzione 12/E del 25 Gennaio 2017 ha chiarito che l’importo risultante dal cumulo del Credito d’imposta R&S con altri incentivi non può superare il costo complessivo dell’investimento. Inoltre, se il risultato della somma dei benefici è minore o uguale alla spesa ammissibile complessivamente sostenuta nel periodo d’imposta in oggetto, è possibile beneficiare dell’agevolazione per l’intero importo calcolato.