Incentivi all’innovazione: nascono le startup a costo zero

2 Dicembre 2016

Continua la linea, intrapresa dal Ministero dello Sviluppo Economico, volta all’agevolazione dell’imprenditorialità innovativa, che ha portato all’attivazione di programmi come Agenda digitale e Industria 4.0.

La Legge di bilancio per il 2017 ha introdotto, infatti, ulteriori misure a favore delle startup innovative. Le modifiche previste agiscono sulla durata delle agevolazioni, sulla loro misura e sull’importo massimo di investimento ammissibile. Questi strumenti si aggiungono ad una serie di incentivi già attivi, finalizzati ad accrescere la presenza delle startup innovative in Italia e gli investimenti in capitale di rischio.

Tra i vantaggi riservati alle startup troviamo l’esenzione dal versamento dell’imposta di bollo, dei diritti alla Camera di Commercio e dei diritti di segreteria. L’atto costitutivo, inoltre, può essere presentato non più solo con firma digitale ma anche attraverso firma elettronica avanzata autenticata.

Le agevolazioni, un tempo valide fino al 2016, diventano ora permanenti. Dal 2017, inoltre, verrà applicata un’aliquota unica di contributo del 30% per gli investimenti delle persone fisiche, delle persone giuridiche e in startup innovative a vocazione sociale o del settore energetico. Con questa manovra le agevolazioni saranno anche incrementate, in quanto le aliquote di contributo attuali sono più basse. Il limite massimo di investimento in startup, per le persone fisiche, è stato fissato a 1 milione di euro.

Tra le facilitazioni rivolte alle startup vi sono anche:

  • Accesso gratuito e semplificato al Fondo di Garanzia per le PMI;
  • Possibilità di richiedere un finanziamento agevolato per gli investimenti, a tasso pari a zero, della durata massima di otto anni e di importo non superiore al 75% della spesa ammissibile fino a un massimo di 1,5 milioni di euro di spese;
  • Possibilità di concordare con il personale quale parte della remunerazione sia fissa e quale variabile;
  • Possibilità di remunerare i propri collaboratori con strumenti di partecipazione al capitale sociale (stock option), e i fornitori attraverso schemi di work for equity;
  • Esonero dall’obbligo di apposizione del visto per la compensazione dei crediti IVA fino a 50.000 euro.