Iperammortamento: il requisito di interconnessione

1 Marzo 2017

La Legge di stabilità 2017 prevede, per quanto riguarda l’incentivo dell’iperammortamento, che contestualmente all’acquisizione di beni strumentali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale in ottica di  Industria 4.0, sia redatta una certificazione o una perizia del bene da parte di un esperto o di un consulente.

La perizia in oggetto deve attestare che il bene sia in possesso delle caratteristiche tecniche tali da includerlo nei beni agevolabili e che sia interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

In un primo momento non è stata data la definizione del concetto di interconnessione e questo ha generato non poche perplessità. Infatti, la presenza del requisito di interconnessione è di primaria importanza per poter accedere alla possibilità di maggiorare del 150% il costo di acquisto dei beni digitali, prevista dall’iperammortamento, otttenendo così la possibilità di ammortizzare un importo pari al 250% del costo di acquisto del bene.

La definizione ufficiale oggi, invece, è contenuta nella guida alla certificazione per Industria 4.0 del Ministero dello Sviluppo Economico, reperibile sul sito del ministero stesso. Secondo la definizione ufficiale, l’interconnessione è lo scambio di informazioni tra una macchina univocamente riconoscibile in rete con altri sistemi interni o esterni all’azienda, basato su protocolli di comunicazione standard. In altre parole il bene è agevolabile se possiede un indirizzo IP che permetta la connessione ad una rete.

Di seguito riportiamo la definizione in versione integrale:

“Affinché un bene, coerentemente con quanto stabilito dall’articolo 1, comma 11, della Legge di Bilancio 2017, possa essere definito “interconnesso” ai fini dell’ottenimento del beneficio dell’iperammortamento del 150%, è necessario e sufficiente che:

  • scambi informazioni con sistemi interni (sistema gestionale, sistemi di pianificazione, sistemi di progettazione e sviluppo del prodotto, monitoraggio, anche in remoto, e controllo, altre macchine dello stabilimento, ecc.) e/o esterni (clienti, fornitori, partner nella progettazione e sviluppo collaborativo, altri siti di produzione, supply chain, ecc.) per mezzo di un collegamento basato su specifiche documentate, disponibili pubblicamente e internazionalmente riconosciute (esempi: TCP-IP, HTTP, MQTT, ecc.);
  • sia identificato univocamente, al fine di riconoscere l’origine delle informazioni, mediante l’utilizzo di standard di indirizzamento internazionalmente riconosciuti (indirizzo IP)”.