Credito d’imposta R&S e contributi EU cumulabili

22 Febbraio 2017

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 12E del 25 gennaio 2017 (consultabile in allegato), ha confermato la cumulabilità del credito di imposta per investimenti in attività di Ricerca e Sviluppo con i contributi concessi, per gli stessi investimenti, nell’ambito di discipline agevolative dell’UE.

La decisione è stata presa sulla scorta di quanto precisato nella circolare n. 5/E del 16 marzo 2016 e nella risoluzione n. 66/E del 3 agosto 2016  in quanto data l’assenza di un divieto di cumulo nella disciplina agevolativa nazionale, il “credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo” è fruibile anche in presenza di altre misure di favore e, ai fini del credito di imposta, i costi riferibili alle categorie di investimenti eleggibili vanno assunti al lordo degli altri contributi pubblici o agevolazioni ricevuti.

In particolare, è stato precisato che, in relazione agli investimenti ammissibili, la normativa relativa al credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo non reca alcuna disposizione specifica per quanto attiene alla cumulabilità del beneficio fiscale con altre misure di favore e, conseguentemente, lo stesso deve ritenersi fruibile anche in presenza di altri incentivi, salvo che le norme relative alle altre misure non dispongano diversamente.

Si sottolinea, tuttavia, che i costi sostenuti per effettuare gli investimenti sono assunti al lordo degli altri contributi pubblici o agevolazioni ricevuti e che, in ogni caso, l’importo risultante dal cumulo non potrà essere superiore ai costi sostenuti.

Il credito d’imposta per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo è cumulabile, dunque, con altri contributi che prevedano la realizzazione di progetti di R&S cofinanziati da strumenti/programmi regionali, nazionali come i bandi MIUR, MiSE, bandi di altri ministeri ed europei come Horizon 2020 e Cosme, salvo che le norme relative alle singole misure non dispongano diversamente.

 

 

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