Un cambio di passo atteso da anni. Dopo stagioni di incertezza normativa, recuperi d’imposta e contenziosi estesi, il credito d’imposta per attività di Ricerca e Sviluppo torna a poggiare su basi più solide grazie a recenti pronunce giurisprudenziali che ne ridefiniscono i confini applicativi.In particolare, due sentenze della Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Lombardia (nn. 883/2025 e 1482/2025) e una della Corte di Cassazione penale (n. 16532/2025) offrono un’interpretazione più aderente alla realtà operativa delle imprese: non è necessario inventare qualcosa di “mai visto prima” per accedere al credito R&S. È sufficiente che l’intervento presenti uno sforzo sistematico e documentato per superare ostacoli tecnici o scientifici rilevanti, secondo un principio di “novità relativa”.Cosa cambia, concretamente, per le imprese?1. La novità si misura nel contesto dell’impresa, non del mercato globale.Le decisioni dei giudici chiariscono che la valutazione sull’innovazione non va fatta confrontando il progetto con l’intero mercato, ma piuttosto con le conoscenze e le risorse effettivamente disponibili all’impresa al momento della realizzazione dell’intervento. Questo è un principio coerente con le Linee Guida MIMIT e con la Comunicazione CE 2006/C 323/01.2. La certificazione tecnica indipendente assume un valore probatorio centrale.Nel contenzioso, i giudici hanno riconosciuto pieno valore alla certificazione rilasciata da un esperto iscritto all’Albo MIMIT. Se presente e coerente con le linee guida, tale perizia impone all’Amministrazione un onere di contestazione tecnica puntuale. In mancanza di una confutazione analitica, l’atto di recupero rischia di essere annullato per carenza istruttoria.3. Distinzione netta tra “credito non spettante” e “credito inesistente”.La Cassazione ha sottolineato che l’inesistenza si configura solo in presenza di simulazioni o frodi. Se l’attività è reale e supportata da documentazione tecnica, il credito, pur eventualmente non spettante, non può essere qualificato come inesistente. La differenza non è solo terminologica: cambia il regime sanzionatorio, la durata degli accertamenti e la rilevanza penale.Un credito più maturo, ma da usare con metodoQuesti chiarimenti segnano una svolta importante per le imprese che, negli anni scorsi, hanno investito in sviluppo software, automazione industriale o miglioramento di processo, ma si sono viste contestare il credito per una presunta mancanza di “novità assoluta”.Un’evoluzione che va nella direzione di maggiore coerenza normativa e tutela dell’innovazione autentica, anche quando incrementale. Ma l’invito alle imprese è di non abbassare la guardia.Il credito R&S resta uno strumento efficace, ma delicato. Per accedervi in sicurezza è oggi più che mai necessario: predisporre una documentazione tecnica completa e coerente, con un fascicolo ex ante che racconti metodo, obiettivi, ostacoli superati e benefici ottenuti;affidarsi a certificatori indipendenti qualificati, per dotarsi di una perizia utilizzabile anche in caso di controlli;distinguere con attenzione le attività agevolabili, evitando commistioni tra ricerca e semplice routine aziendale.Villani & Partners è al fianco delle imprese innovative per strutturare, documentare e difendere correttamente i propri crediti fiscali.Contattaci per una valutazione preventiva della tua posizione o per predisporre una perizia tecnica certificata.L’innovazione vera è quella che si può dimostrare. Noi ti aiutiamo a farlo nel modo giusto.