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Decreto liquidità: valutazione bilanci congelata al 23 febbraio 2020

Decreto liquidità: valutazione bilanci congelata al 23 febbraio 2020

Nel Decreto Liquidità, il Governo ha previsto che la valutazione della continuità aziendale si baserà sul recente passato anziché in prospettiva futura. Questa soluzione è stata adottata per superare la condizione di crisi economica e finanziaria in cui versano le imprese italiane a causa delle misure volte al contenimento del Coronavirus.

Chiaramente, si tratta di una misura a carattere eccezionale dettata dall’emergenza in corso,  che consentirà ai revisori legali e agli amministratori di valutare la continuità delle imprese al netto degli effetti negativi prodotti sul bilancio dal coronavirus.

Nel dettaglio, è previsto che nella redazione del bilancio di esercizio in corso al 31 dicembre 2020, la valutazione delle voci nella prospettiva della continuazione dell’attività potrà essere condotta se tale requisito risulta sussistente nell’ultimo bilancio di esercizio chiuso in data anteriore al 23 febbraio 2020.

Questa disposizione sarà considerata valida anche nel caso in cui la società decida di avvalersi del termine lungo per l’approvazione del bilancio chiuso al 31 dicembre 2019 sulla base delle previsioni, sempre di natura eccezionale, previste nell’articolo 106 del decreto-legge n.18/2020.

Questo intervento si è dimostrato necessario in quanto un alto numero di imprese sarebbero state costrette a redigere i bilanci dell’esercizio in corso nel 2020, secondo criteri fuorvianti dettati da un evento straordinario, ed in particolare senza la possibilità di adottare l’ottica della continuità aziendale, incidendo gravemente su tutte le voci di bilancio.

La neutralizzazione degli effetti derivanti dall’emergenza sanitaria e dalla conseguente crisi economica consentirà comunque una corretta attività informativa anche nei confronti degli stakeholders, permettendo alle imprese che prima della crisi presentavano una regolare prospettiva di continuità di conservare tale prospettiva nella redazione dei bilanci degli esercizi in corso nel 2020, ed escludendo, quindi, le imprese che, indipendentemente dalla crisi COVID-19, si trovavano autonomamente già in una situazione di perdita di continuità.

Gli amministratori, ma anche i revisori, esprimeranno dunque un giudizio basandosi non sull’arco temporale dei 12 mesi successivi alla data di chiusura dell’esercizio, ma ancoreranno le loro valutazioni sui dati emergenti dall’ultimo esercizio chiuso dalla società prima dell’emergenza da COVID-19.