Export: contributi a fondo perduto per le imprese italiane che operano in Russia, Ucraina e Bielorussia

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Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha riattivato il Fondo 394, accordando un contributo a fondo perduto alle imprese che esportano in Russia, Ucraina e Bielorussia.

Le imprese italiane stanno infatti pagando un alto prezzo conseguente alla guerra: oltre al caro energia e materiali, si sono ristrette le esportazioni verso la Russia, soprattutto per quanto riguarda alcuni settori del Made in Italy, come la moda e l’agroalimentare.

Il Decreto-legge ha previsto un finanziamento a fondo perduto per sostenere le imprese che esportano verso la Russia, oltre alla sospensione, della durata di un anno, della restituzione dei finanziamenti SIMEST già ottenuti.

Le misure previste saranno in azione fino al 31 dicembre 2022, a partire dal nulla osta di Bruxelles.

Le misure

La Camera ha inserito la misura di patrimonializzazione del Fondo 394 SIMEST durante l’esame del decreto per la conversione in legge. Le imprese potranno richiedere un finanziamento in parte a fondo perduto per le operazioni di patrimonializzazione, se negli ultimi 3 bilanci hanno realizzato con operazioni di export un fatturato medio pari ad almeno il 20% del fatturato aziendale totale. Le esportazioni devono essere dirette verso Ucraina, Federazione Russa e Bielorussia.

Il decreto ha poi previsto un altro intervento per le imprese: sono sospesi fino a 12 mesi i pagamenti della quota capitale e degli interessi delle rate in scadenza durante il 2022, per i finanziamenti concessi dal Fondo 394 (con la conseguente traslazione del piano di ammortamento per un periodo corrispondente). In questo caso sono incluse anche le aziende che hanno filiali operative o partecipate dirette in quei paesi.

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