Legge di Bilancio 2020: riconfermati tutti gli incentivi del Piano Industria 4.0

12 Novembre 2019

L’iter di approvazione della Legge di Bilancio per il 2020, che si concluderà il 31 gennaio 2019 con la pubblicazione del testo definitivo, è giunto alla fase di discussione del Disegno di Legge al Senato.

Al momento sono stati confermati pienamente tutti gli incentivi relativi al Piano Industria 4.0. Nel dettaglio ripercorriamo tutti gli strumenti.

  • Superammortamento: maggiorazione al 130% per l’acquisto di beni strumentali nuovi – proposta la proroga al 31 dicembre 2020 ( e non a carattere triennale come preannunciato)
  • Iperammortamento: consente di maggiorare il costo di acquisizione dei beni materiali strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale secondo il modello Industria 4.0 – proposta la proroga al 31 dicembre 2020 ( e non a carattere triennale come preannunciato)
  • Bonus Formazione 4.0: proposta la proroga al 31 dicembre 2020
  • Credito d’imposta per investimenti nel Mezzogiorno per l’acquisto di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive nelle zone assistite ubicate nelle regioni del Mezzogiorno (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo): proposta la proroga al 31 dicembre 2020
  • Nuova Sabatini: previsto il rifinanziamento di 105 milioni di euro per l’anno 2020, di 97 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2021 al 2024 e di 47 milioni di euro per l’anno 2025.
    Maggiorazione del contributo statale dal 30 per cento al 100% per le micro e piccole imprese che effettuano investimenti “Industria 4.0” nelle regioni del Sud Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
    Maggiorazione pari al 25 % delle risorse stanziate a fronte dell’acquisto, anche mediante operazioni di leasing finanziario, di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, a basso impatto ambientale

Inoltre è stato introdotto un credito d’imposta del 10% per gli anni 2020, 2021 e 2022 nel caso in cui gli investimenti in macchinari e software indicati nel piano Industria 4.0, effettuati a partire dal l° gennaio 2017, facciano parte di un progetto che preveda almeno uno dei seguenti obiettivi ambientali:

  • generare incrementi di produttività a fronte di un minore utilizzo di materie prime, materiali ed energia e una minore produzione di rifiuti rispetto alle tecnologie attualmente utilizzate;
  • generare ridotte emissioni inquinanti da processi industriali in aria, acqua e suolo a parità o a fronte di minore intensità energetica o
  • maggiore produttività ulteriori rispetto ai beni attualmente utilizzati e ai limiti già previsti dalla legislazione ambientale vigente;
  • generare ridotte emissioni di carbonio da processi industriali a parità o a fronte di minore intensità energetica o maggiore produttività rispetto ai beni attualmente utilizzati;
  • realizzare utilizzi alternativi dei materiali.

In particolare, sono ammissibili al credito d’imposta i costi di periodo funzionali ai progetti ambientali e riguardanti:

  • competenze tecniche e privative industriali relativi all’acquisizione di conoscenze e di brevetti
  • consulenze specialistiche;
  • personale dipendente titolare di un rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato, direttamente impiegati nel progetto ambientale.

L’agevolazione sarà concessa fino ad un importo massimo di 60 mila euro anno per ciascun beneficiario.

Il Disegno di legge non prevede, invece, modifiche al credito d’imposta per R&S, se non per l’introduzione di un incremento dell’agevolazione prevista per le imprese del Sud. Comunque, secondo le linee programmatiche illustrate dal Ministro dello Sviluppo economico, le agevolazioni alla ricerca e sviluppo saranno rimodulate superando l’attuale approccio incrementale.

In fine, è stata anche anticipata la possibile introduzione di un’agevolazione per le attività di innovazione tecnologica e di design e ideazione estetica per i settori del Made in Italy.